PERCORSI ONDEMAND

PER PRATICARE DOVE E QUANDO VUOI

I percorsi ondemand nascono dal desiderio di creare uno spazio più intimo e un tempo più personale da dedicare alla pratica, seguendo il proprio ritmo e le proprie esigenze.
All’inizio di ogni mese vengono rilasciati nuovi percorsi offrendo ispirazione continua e accompagnandoti nel tuo percorso di pratica.
Una volta pubblicati, tutti i contenuti sono immediatamente disponibili online.

L’offerta ondemand ti permette di esplorare il percorso proposto seguendo le lezioni quando e quante volte vuoi, entro il tempo previsto.
Questo approccio ti permette di praticare al tuo ritmo e adattare la frequenza ai tuoi impegni, approfondendo i contenuti con i tuoi tempi senza perdere la qualità della guida strutturata.

In questa pagina puoi trovare tutte le ultime proposte ondemand di Nikaram yoga!
– QUAL È LA DIFFERENZA TRA I PERCORSI ONDEMAND E I CORSI LIVE & LIVE REPLAY?

PERCORSI ONDEMAND

PER PRATICARE DOVE E QUANDO VUOI

I percorsi ondemand nascono dal desiderio di creare uno spazio più intimo e un tempo più personale da dedicare alla pratica, seguendo il proprio ritmo e le proprie esigenze. All’inizio di ogni mese vengono rilasciati nuovi percorsi, offrendo ispirazione continua e accompagnandoti nel tuo cammino di pratica.
Una volta pubblicati, tutti i contenuti sono immediatamente disponibili online: la libreria crescerà progressivamente, diventando sempre più ricca e completa.

L’offerta ondemand ti permette di esplorare il percorso proposto seguendo le lezioni quando e quante volte vuoi, entro il tempo previsto.
Questo approccio ti permette di praticare al tuo ritmo e adattare la frequenza ai tuoi impegni, approfondendo i contenuti con i tuoi tempi senza perdere la qualità della guida strutturata.

In questa pagina puoi trovare tutte le ultime proposte ondemand di Nikaram yoga!
– QUAL È LA DIFFERENZA TRA I PERCORSI ONDEMAND E I CORSI LIVE & LIVE REPLAY?

CALI YOGA ONDEMAND

Una pratica intensa e stimolante per approfondire su più livelli le proprie capacità e riscoprire il potenziale nascosto del corpo.
I
deale per chi ha una buona conoscenza pregressa di asana e pranayama e ama le pratiche intense capaci di operare trasformazioni su più livelli, stimolando il corpo fisico, risvegliando la dimensione energetica e liberando quella mentale.

DISPONIBILE PER 35 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

IL FUOCO, CUSTODE DELL’INTENTO

Forza che Raccoglie, Gesto che Emerge

5 lezioni da 90 minuti | adatte a praticanti con una buona conoscenza pregressa della pratica di asana e pranayama (liv. intermedio | avanzato)

C’è un fuoco che non ha bisogno di fiamme alte per essere reale. È il fuoco che cova sotto la cenere, che custodisce nel silenzio ciò che sta maturando, che protegge l’intenzione mentre prende forma. In questo viaggio abbiamo incontrato proprio questa qualità del fuoco: non solo slancio e trasformazione evidente, ma presenza costante, calore che raccoglie, orienta e sostiene.

Nel corpo tutto questo si racconta attraverso forme raccolte che proteggono il nucleo, gesti di equilibrio sulle braccia che chiedono integrazione, transizioni che insegnano fiducia e intelligenza del movimento. Un viaggio intorno a una forma asimmetrica di Bala Kakasana che si intreccia creativamente con Eka Pada Koundinyasana: una forma rotonda che custodisce e contiene, slancio che si insinua nel mondo trasformando l’intento in gesto e direzione.

La pratica, intensa e creativa, attraversa così il dialogo continuo tra radicamento e apertura, tra forza e sensibilità, tra stabilità e creatività.
Nelle posture raccolte sperimenteremo la capacità di contenere e proteggere. Nelle attivazioni del centro sentiremo nascere una nuova coesione. Negli equilibri sulle braccia e nelle loro transizioni incontreremo il dialogo continuo tra radicamento e apertura, tra forza e sensibilità, tra stabilità e creatività.

Esploriamo il significato di custodire l’intento: restare in contatto con ciò che sentiamo vero, mantenere vivo il centro anche quando la mente si disperde, ricordare la direzione quando tutto sembra allontanarci da essa. Custodire non come trattenere rigidamente, ma come tenere caldo ciò che conta, nutrirlo con continuità, offrirgli presenza.

Ma il fuoco non resta immobile. Ciò che cova tende al movimento. Il calore che protegge è anche il calore che prepara lo slancio. E così, passo dopo passo, incontriamo la seconda natura del fuoco: quella che orienta, attiva, sospinge verso l’apertura. Come il germoglio che rompe il guscio e cerca la luce, anche l’intenzione maturata nel profondo cerca una forma nel mondo.

Il viaggio diventa allora passaggio dal centro all’orizzonte, dalla raccolta all’espressione, dalla compattezza all’espansione. Ciò che era brace diventa impulso, ciò che era interno comincia a cercare spazio nel mondo.

In questo cammino ci accompagnano due alleati simbolici: Matangi Mudra e il mantra Hum, vibrazione che raccoglie, protegge, purifica e apre il varco al nuovo. Due richiami a una potenza che coincide con la coerenza, la centratura e la capacità di orientare.

Così il fuoco si rivela guardiano del centro: brace che custodisce, presenza che ricorda, impulso che orienta. Custode e insieme forza generativa.
Forse questo è il dono più profondo del percorso: imparare a restare fedeli al proprio nucleo senza chiudersi, saper attendere senza spegnersi, trovare il coraggio di emergere restando aderenti a ciò che siamo nel profondo. Tenere acceso il centro e, nello stesso tempo, offrirlo al mondo.

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SVARGA DVIJASANA, LA VIA DELLA RINASCITA

Scendere, Inchinarsi, Risalire

5 lezioni da 90 minuti | adatte a praticanti con una buona conoscenza pregressa della pratica di asana e pranayama (liv. intermedio | avanzato)

Un percorso inteso e coinvolgente per rincontrare, esplorare e lasciarsi insegnare da Svarga Dvijāsana: un’āsana che, nella sua forma, esprime la capacità di elevarsi, incarnando la relazione sacra tra il basso e l’alto, tra il sostegno della terra e l’anelito del cielo. Solo da una base consapevole e radicata può nascere un gesto capace di aprirsi alla verticalità e all’ampiezza.

Ma prima di elevarsi, prima di portarsi in piedi con la presa della gamba, c’è un lungo lavoro silenzioso.
Non solo quello necessario alla mobilizzazione dell’anca, che fluidifica e libera le energie emotive custodite nelle pelvi, ma anche un costante movimento verso il basso, un chinarsi, quasi un insinuarsi sotto la gamba. Scendere verso il basso significa discendere nella terra, abbracciare ciò che è denso, oscuro, nascosto. Solo accogliendo questa profondità possiamo poi riemergere in equilibrio.

Ed ecco che la postura porta con sé due insegnamenti preziosi:
l’inchino | il valore e la potenza dell’umiltà, del sapersi chinare davanti alla profondità della vita;
lo scavare | la necessità costante di esplorare sé stessi, di non smettere mai di lavorare sulle radici per poter crescere più in alto.

Svarga Dvijāsana custodisce nel nome il richiamo alla rinascita e alla connessione con la nostra essenza più autentica.
Svarga significa “paradiso” o “cielo”, e Dvija “due volte nato”: questa “doppia nascita”, comune a tante tradizioni spirituali, si riferisce al percorso di trasformazione interiore che, ad esempio, la pratica yoga favorisce.

Ma questa rinascita non riguarda solo il percorso spirituale: si intreccia profondamente con la nostra vita quotidiana.
Quante volte abbiamo attraversato momenti difficili, le cosiddette “notti buie dell’anima”?
Ogni volta che ne riemergiamo, ogni volta che troviamo la forza di rialzarci, compiamo una piccola rinascita.
Ogni caduta custodisce già la promessa del risalire.
Ogni volta che integriamo quel buio, ogni volta che diamo spazio e luce a ciò che era nascosto, rinasciamo con una consapevolezza nuova.
Rinascere non è qualcosa che accade una volta sola.
Rinascere è un gesto continuo.

Evitiamo il rischio di credere solo alle grandi illuminazioni, alle epifanie o agli eventi straordinari: i momenti di rinascita possono essere anche piccoli, impercettibili.
Bisogna però imparare a portare la giusta attenzione alla vita.

Scaviamo, ci inchiniamo, risaliamo.
Alla ricerca di un nuovo equilibrio, ogni volta un po’ più vero.

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THE WAY TO GALAVASANA

Il Coraggio di Essere Autentici

5 lezioni da 90 minuti | adatte a praticanti con una buona conoscenza pregressa della pratica di asana e pranayama (liv. intermedio | avanzato)

Un percorso verso e attraveeso Galavāsana, intensa posizione di equilibrio sulle braccia resa possibile da un notevole mobilità d’anca in flessione e rotazione esterna. Come in ogni posizione di equilibrio sulle braccia anche in Galavasana sono fondamentali una buona consapevolezza e forza del centro nonché una corretta comprensione delle spinte e delle leve che la caratterizzano.

Il corpo si prepara gradualmente ad incarnare l’asana, ma è nella qualità del gesto, e nella sua energia, che il senso profondo della postura si rivela: Galavāsana non si conquista con lo sforzo, ma si attraversa con grazia e ardore, come una danza tra il fuoco del centro e l’acqua delle anche.

Ispirata al mito del saggio Galava, la postura ci parla di legami e trasformazione: di corde reali e simboliche, di vincoli esterni e interiori, di quanto a volte restiamo incatenati a doveri, credenze o ruoli che non ci appartengono più.

La gamba posteriore, quella che spesso fatichiamo a sollevare,  diventa simbolo di ciò che ci trattiene: retaggi mentali, memorie, strutture che ci tengono ancorati al passato. Sollevarla è un atto di liberazione, un gesto potente: il simbolo di un distacco da un passato che non è più sostegno, un atto di consapevolezza che ci invita a trovare la nostra visione unica e autentica, per restare saldi e leggeri nel mondo.

Galavāsana ci invita a ritrovare una misura nuova dell’equilibrio, un punto d’appoggio che non è solo tecnico ma interiore.
Ci interroga:
Cosa mi trattiene dall’essere me stesso?
Quale energia può sostenermi mentre trovo il mio centro?
Cosa posso lasciar andare oggi, per ritrovare leggerezza?

Ogni asana, indipendentemente dalla sua forma, ci offre una direzione.
In Galavāsana quella direzione è verso l’autenticità: un equilibrio che non cerca il controllo, ma la verità del momento.
Che non si impone, ma nasce da dentro.

Galavāsana ci guida così verso una forza che non spinge, ma sostiene… verso una libertà che non si conquista, ma si riconosce.
E ci ricorda che ogni gesto, quando è consapevole, può diventare un atto di liberazione.

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MAYURASANA E L’ARTE DELLA TRASMUTAZIONE

La Forza della Scelta

5 lezioni da 90 minuti | adatte a praticanti con una buona conoscenza pregressa della pratica di asana e pranayama (liv. intermedio | avanzato)

Un viaggio per avvicinarsi alla complessità e alla potenza di Mayūrāsana intrecciando tecnica e simbolo, forza e presenza. Cinque tappe per studiare in profondità la meccanica della postura – le spinte, le attivazioni, le strategie necessarie a portarla in essere – e per incontrarla da diverse prospettive: ogni variante apre nuove possibilità di comprensione, svelando nuovi equilibri tra testa e coda.

Mayūrāsana è la postura del pavone, veicolo del dio Kārttikeya, divinità guerriera dalla volontà incandescente.
Presente nei testi classici Hatha Yoga, lo stesso Iyengar ne sottolinea la potenza, riconoscendole la capacità di “digerire i veleni dell’esistenza”, fisici, mentali, emozionali.

Il pavone, simbolo di bellezza in Occidente e di coraggio trasmutativo in Oriente, secondo il mito è in grado di digerire il veleno dei serpenti.
Allo stesso modo, questa postura agisce tanto sul piano fisico, con la forte pressione addominale che stimola i visceri e favorisce la purificazione, quanto sul piano sottile, guidandoci verso un’elaborazione più interiore. Il corpo si fa alambicco, e la pratica diventa un laboratorio di trasformazione.

Mayūrāsana ci chiede:
Cosa consideriamo tossico nella nostra vita?
Quali sono, per noi, i veleni da trasmutare incarnando la fora del pavone?
Non solo tossine fisiche dunque, ma anche stagnazioni emotive, pensieri ricorrenti, risposte automatiche alla vita.

Perché spesso ciò che intossica non è l’evento in sé, ma la reazione abituale che attiviamo.
Quando non scegliamo più, ma reagiamo soltanto, perdiamo la nostra libertà interiore. Scegliere come reagire è il primo, decisivo, atto trasmutativo.

Mayūrāsana si eleva da un nucleo profondo, tonico, ma non rigido, e proprio da lì, da quel centro viscerale e vivo, nasce la possibilità di sostenerne la forma e incarnarne il significato.

Trasmutare, sentire, scegliere.

Un cammino che narra di fuoco, di tossine sottili, di ascolto che si fa scelta, di spazio tra evento e risposta, tra abitudine e consapevolezza, tra reazione ed azione.
Di cosa significa restare con ciò che accade, anche quando è difficile, per poterne ricavare un senso.
Perché è proprio in quel “restare” che il veleno si trasforma in medicina.

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THE WAY TO URDHVA DHANURASANA

Il Ponte Tra i Mondi

4 lezioni da 90 minuti | adatte a praticanti con una buona conoscenza pregressa della pratica di asana e pranayama (liv. intermedio | avanzato)

Un viaggio verso Urdhva Dhanurāsana, l’arco rovesciato, conosciuto anche come il Ponte: postura che incarna la relazione tra terra e cielo, tra corpo e spirito, tra densità e leggerezza. Il corpo si preparerà con cura alla posizione utilizzando tutti props necessari, rinforzando la spinta, liberando le spalle, sostenendo la zona lombare e aprendo il torace. Ma è l’intelligenza simbolica del gesto a guidarci oltre la forma.

“Setu”, il più antico tra i termini sanscriti per indicare il ponte, deriva dalla radice si, “attaccare”: è ciò che unisce, tesse, collega. Il ponte gettato su un fiume connette le due sponde che, simbolicamente, rappresentano stati diversi dell’essere. Il ponte, allora, è come un filo che tesse continuità tra mondi. Ma è anche l’asse centrale che collega cielo e terra, pur mantenendoli distinti: qui il suo significato è profondamente verticale.
Il ponte è passaggio, collega e separa contemporaneamente, può essere una prova, una via d’accesso e, a volte, un vincolo.
Per molti praticanti, è un gesto intenso, fisico e simbolico insieme: una sfida che può diventare opportunità.

Nel corpo, il ponte si costruisce a partire dalla terra, densità indispensabile per radicare le spinte, ma è l’aria, l’elemento che separa e collega, che muove e dissolve, a permettere l’ascesa.

L’aria, sovrana del segmento toracico che qui viene intensamente stimolato, che ci insegna la giusta distanza: quella che non allontana, ma apre lo sguardo.
Ed è il cuore, al centro del torace, il vero protagonista della postura: luogo di mediazione tra pensiero e istinto, tra visione e impulso.
Nel gesto che libera intensamente tutte la catena frontale, il cuore si espone, si solleva, si offre. Diventa ponte egli stesso.

In ogni ponte che costruiamo, nel corpo, nella mente, nella relazione, c’è una tensione da ascoltare, un vuoto da attraversare, un legame da ritrovare.

In quello spazio intermedio, l’aria rarefà il tangibile, dissolve i veli.
È lì che possiamo intravedere cosa si cela dietro la forma.
E forse, è proprio in quel varco/ponte invisibile tra le cose che dimora la nostra sva-rūpa: la nostra forma autentica.

Un soffio sottile la custodisce. Un soffio sottile la rivela permettendoci di vedere oltre le apparenze, di intravedere il cielo nascosto in ogni terra.

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THE WAY TO TITTIBASANA

Nell’Intensità, con Leggerezza Luminosa

6 lezioni da 75 min | adatte a praticanti con una buona conoscenza pregressa della pratica di asana e pranayama (liv. intermedio | avanzato)

Un viaggio fatto di pratiche intense per preparare il corpo alla posizione: al condizionamento e rinforzo di braccia e polsi si accompagnano movimenti per strutturare forza nel centro, lunghezza nelle catene posteriore e interna delle gambe e mobilità nelle pelvi. Un percorso lungo e completo per acquisire consapevolezza nei movimenti, per trovare le lunghezze e comprendere le spinte indispensabili per sollevarsi sulle braccia.
Tittibasana, postura tanto complessa quanto magica, ci insegna a stare nell’intensità con leggerezza.

Tittibasana richiede sia una certa mobilità d’anca che un certo, non eccessivo, livello di forza.
La forza di cui ci parla la posizione non è solo la forza che ci viene richiesta per mantenerla ma è anche quella forza che l’asana ci sa mostrare e offrire, invitandoci ad accedere al nostro potenziale interno.
Il lavoro sulla forza, che ci parla di potere e luce, incontra quello nell’anca, che ci porta nello spazio dell’apertura e dell’accoglienza, integrando infine quella dimensione di leggerezza necessaria per sollevarsi da terra.

Tittibasana è la lucciola, e come la lucciola lo yogin è invitato ad accendere il suo centro per brillare forte e leggero nella forma: brillare nella propria forma è onorare il proprio processo di crescita personale, fatto di impegno, dedizione e costanza e che ci ha portato fin dove siamo, è riscoprire la bellezza di quella forma unica che ognuno di noi incarna e che per questo si fa luminosa.
È riconoscere la bellezza dell’imperfezione e la verità di ciò che è autentico: anche se i piedi non si sollevano da terra, anche se le gambe non si distendono.
In una danza interiore tra forza e delicatezza, tra centratura e apertura, questo asana ci invita a scendere in noi per trovare ciò che ci sostiene, e poi ad aprirci all’orizzonte, portando nel mondo la nostra luce.
Una luce che attira tenerezza, speranza, ispirazione.

In quella rinnovata armonia, Tittibasana ci invita a brillare così come siamo.
E a lasciare che anche altri, vedendoci, ricordino di poter fare lo stesso.

Leggerezza e rarefazione sono inoltre le direzioni energetiche con le quali i pranayama proposti completano il percorso.

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VINYASA FLOW ONDEMAND

Una pratica fluida e creativa che unisce l’attenzione alla tenuta e all’allineamento della postura all’armonia del fluire da uno spazio all’altro insegnando a mente e corpo ad attraversare stati e forme differenti con equanimità e presenza.
Ideale per chi ha una buona propriocezione e vuole affinarla, ama le pratiche fluide che invitano all’esplorazione creativa delle possibilità del corpo e della sua dimensione energetica.

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DEL CORAGGIO DI GERMOGLIARE

La Forza Gentile di Nascere al Mondo

4 lezioni da 75 min | liv. di pratica intermedio

Un percorso dedicato alla forza gentile della’emersione: dalla spinta originaria che sale dal profondo, fuoco interiore che si è accumulato fino a farsi slancio e desiderio di forma; alla chiamata della luce che orienta, quando la forza che spinge dal basso incontra ciò che attira dall’alto e il gesto diventa ascolto, apertura e risposta. Dal coraggio necessario per attraversare ostacoli e resistenze, rompendo la scorza di ciò che eravamo e accettando che la nuova forma non sia ancora compiuta, fino alla capacità di abitare il vasto senza perdere contatto con le proprie radici.
Una nuova fase in cui impariamo a stare davanti all’ampiezza senza esserne travolti, restando in relazione con l’ombra e con la terra che hanno nutrito la nostra crescita.

C’è un momento nella vita in cui ciò che per lungo tempo abbiamo custodito nel silenzio e nell’ombra preme per poter essere manifestato. Ciò che è rimasto invisibile chiede spazio, ciò che è maturato nel profondo desidera forma, ciò che ha atteso cerca ora il suo tempo per apparire.
Questa primavera interiore può coincidere con quella esteriore, oppure no.A volte accade mentre il mondo intorno fiorisce e si rinnova; altre volte nasce in stagioni apparentemente lontane, quando fuori tutto sembra immobile e dentro, invece, qualcosa si prepara a sbocciare. Perché i cicli dell’anima non seguono sempre il calendario della natura, eppure ne custodiscono la stessa sapienza.
Ogni germogliare nasce da una lunga gestazione invisibile. Nulla emerge davvero senza essere stato prima accolto, nutrito, protetto. Ma arriva un punto in cui il seme non può più restare seme. La vita che lo abita spinge verso l’alto, cerca la luce, risponde a una chiamata più grande.

È a questa soglia che si rivolge la pratica: al passaggio tra interiorità e manifestazione, tra il raccoglimento e il gesto, tra ciò che siamo stati in silenzio e ciò che siamo pronti a diventare nel mondo.

Un viaggio per accompagnare ciò che matura nell’invisibile verso una forma viva, presente e autentica nel mondo.

Il corpo racconta questo viaggio attraverso torsioni che accendono il fuoco interno, equilibri laterali — come le varianti di Vasisthasana — e posture di equilibrio in piedi che costruiscono stabilità e direzione. Il lavoro integra rinforzo del centro e allungamento della catena posteriore, per creare la forza e lo slancio necessari all’emersione. Delicate aperture iniziano ad ampliare lo sguardo verso l’orizzonte, introducendo una qualità di espansione che rimane però radicata e presente.
Matangi Mudra e Sama Vritti Pranayama sostengono la pratica, richiamando un equilibrio tra cielo e terra e favorendo un’emersione stabile, centrata e consapevole.

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 LA MANO, GESTO DI PRESENZA

Percezione, Relazione, Intenzione

4 lezioni da 75 min | liv. di pratica intermedio

La mano è una delle prime soglie attraverso cui entriamo in relazione con il mondo. Con essa tocchiamo, sosteniamo, percepiamo, offriamo, orientiamo. È strumento di azione, ma anche luogo di ascolto, linguaggio silenzioso, espressione concreta di ciò che accade dentro di noi.
In questo percorso esploreremo la mano non solo come struttura anatomica essenziale nella pratica dello yoga, ma come simbolo vivo capace di raccontare il nostro modo di abitare il gesto.

Partiremo dalla precisione tecnica di Hasta Bandha, il sigillo della mano che organizza il carico, protegge i polsi e distribuisce la forza con intelligenza. Da lì entreremo in una dimensione più sottile: la mano che ascolta, capace di percepire e tradurre ciò che il corpo incontra.

Proseguiremo verso la mano come porta del relazionarsi: il luogo in cui l’intenzione si apre all’orizzonte, all’altro, allo scambio. Infine approderemo alla mano come sigillo di intenzione, dove il gesto diventa espressione consapevole del cuore e della direzione interiore.
Accanto al lavoro corporeo, le mani saranno soglia di momenti meditativi e le mudrā dimore interiori in cui raccogliere, orientare e sigillare la qualità energetica emersa nella pratica. Il gesto diventerà così non solo movimento, ma strumento di presenza, integrazione e ascolto sottile.

Quattro pratiche per attraversare la mano in tutte le sue dimensioni: biomeccanica, percettiva, simbolica e spirituale.
Perché ogni volta che una mano si posa, si apre o si orienta, qualcosa di noi prende forma nel mondo.

1- LA MANO, ARCHITETTURA DEL SOSTEGNO
2- LA MANO, ANTENNA DI PERCEZIONE
3- LA MANO, SOGLIA DEL RELAZIONARSI
4- LA MANO, SIGILLO DI INTENZIONE

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CAMATKARASANA, IL GESTO DEL CUORE

Assaporare la Meraviglia

4 lezioni da 75 min | liv. di pratica intermedio

Un viaggio verso Camatkārasana, posizione di espansione, esposizione e fiducia: un’apertura che nasce dalla resa consapevole, dal cuore che si solleva e si offre, un invito a lasciarsi stupire dalla vita senza volerla trattenere. Un percorso attento e graduale per preparare le spalle, mobilizzare la colonna, allungare la linea frontale e trovare, nel gesto, la giusta attitudine.
Attraverso il respiro che apre, rivela e si fa prāṇāyāma, le sospensioni che diventano occasione di assaporamento, e il corpo in movimento,
esploreremo il gesto come via per incontrare l’orizzonte, dentro e fuori di noi.

Camātkāra può essere tradotto con meraviglia, stupore, ma anche assaporare con consapevolezza. È un termine che parla di godimento, di gustazione piena della vita, di un gusto che nasce dallo stupore genuino, quello che non dà nulla per scontato, di chi si dispone all’esistenza con apertura, senza bisogno di possedere.
Camatkārasana allora diventa un gesto del cuore: una meraviglia incarnata. Un promemoria silenzioso che incontrare la realtà con un cuore leggero, aperto e disponibile è forse uno dei modi più profondi per restituire vitalità alla nostra quotidianità, liberandola dal grigiore della ripetizione.

Muovendoci nello spazio del torace, ci avviciniamo al cuore come centro sottile della relazione: tra il sé e l’altro, tra la pelle e il mondo, tra ciò che sentiamo e ciò che scegliamo di offrire. Ed è lì che incontriamo l’elemento Aria, con la sua arte sottile di mettere in relazione creando spazio.

Un percorso per imparare a essere leggeri e presenti, per restare là dove il gesto incontra la meraviglia, dove il cuore — sollevato, esposto, offerto — ci ricorda che siamo vivi ogni volta che ci lasciamo toccare.

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DISPONIBILE PER TUTTA LA STAGIONE PRIMAVERILE

JOYFUL SPRING

Accogli, Emergi, Germoglia, Fiorisci

4 lezioni da 75 min | adatte a tutti

Quattro pratiche per incarnare attraverso movimento, mudra e respiro le energie della primavera, stagione effervescente e colorata che porta con sé tutto il fermento della vita che rinasce dopo la lunga gestazione invernale.
Un viaggio per tornare a un sentire fresco e delicato nel quale concedersi di ri-fiorire portando bellezza nel mondo.

1-ACCOGLI LA SPINTA, trova la tua visione 
2-EMERGI, supera gli ostacoli
3-GERMOGLIA, riscopri il mondo
4-FIORISCI, ovunque e in ogni caso 

-ACCOGLI LA SPINTA, trova la tua visione
La primavera porta con sé tutto il fermento della vita che rinasce dopo la lunga gestazione invernale, la sua energia è quella del germogliare e il suo potere è quello di sostenerci nella riemersione verso la vita e nella conseguente creazione del nuovo.
Il buio silenzioso dell’inverno è stato la dimensione ideale per sintonizzarsi sulla voce del intuito e aguzzare la vista interiore sui sogni ancora da concretizzare. Nella sua silenziosa quiete abbiamo accolto la nostra visione, che è ora pronta a emergere e prendere forma.
E’ il momento dunque non solo di accogliere la spinta all’emersione, ma anche di trovare la visione che questa spinta può e vuole far affiorare alla luce del sole primaverile; visione come intenzione, progetto, direzione in grado di indicarci verso cosa aprirci in questa rinascita.

EMERGI, supera gli ostacoli
Emergere dal terreno non è un processo semplice e forse non si dà mai abbasta importanza a quello che comporta: il germoglio che spunta dal terreno può incontrare tanti ostacoli…magari una terra ancora troppo dura o una zona particolarmente rocciosa, le temperatura non adatte, le altre erbe o erbacce che possono soffocarlo.
Così anche per noi non è facile germogliare, rompere la scorza di ciò che eravamo per abbandonare l’abbraccio buio della terra e cambiare forma, fare capolino in un orizzonte sconosciuto per sbocciare all’ignoto. È difficile uscire dalla nostra routine, dai nostri schemi per concederci una vita nuova, una nuova nascita: è importante divenire consapevoli delle resistenze interne così come di quelle esterne per calibrare con efficacia il nostro agire e permetterci di emergere davvero.

-GERMOGLIA, riscopri il mondo
Ora che il germoglio è pronto ad aprirsi al mondo, il mondo è pronto ad essere riscoperto.
Trovata la forza per riconoscere e superare gli ostacoli dell’emersione, siano questi resistenze interne o difficoltà esterne, siamo ora davvero pronti per germogliare trovando il nostro modo di stare al mondo, in tutta la nostra unicità.
Guardiamo avanti con occhi nuovi, verso ciò che ci circonda e ci chiama, sostenuti dal coraggio prezioso della nostra autenticità.
È da questo spazio, vivo e sincero, che possiamo riscoprire il mondo: liberi da sovrastrutture, schemi, memorie e proiezioni, presenti nella nostra unicità.

FIORISCI, ovunque e in ogni caso
Non sempre la vita ci pianta dove vorremmo o in terreni che ad una prima occhiata ci sembrano favorevoli, a volte ci sembra di dover fiorire attraverso una crepa nel cemento, sul ciglio di una strada, sul bordo di una roccia scoscesa. Come il fiore trova la sua strada, anche noi possiamo farlo, senza arrenderci. E una volta emersi, mantenere la prospettiva nel nuovo orizzonte ci permette non solo di crescere, ma anche di ridefinirci. Mantenere le cose in prospettiva è sviluppare quell’atteggiamento positivo necessario al fiorire, è saper vedere opportunità di crescita ovunque.
E’ scegliere di fiorire comunque, a dispetto di tutte le probabilità!
Questa è la dimensione del sentire che la primavera ci invita a frequentare: un sentire fresco e leggero, in cui fiorire ancora, ri-fiorire, e portare bellezza e leggerezza nel mondo!

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LASCIAR ANDARE PER TORNARE

Dell’Autenticità che non si Veste di Nulla

4 lezioni da 75 min + 1 meditazione | liv. di pratica intermedio

Un viaggio fatto di respiro e movimento, asana e meditazione; un viaggio verso noi stessi che comincia spogliandoci di noi stessi e che ci invita verso quella parte di noi che è la più delicata e, proprio per questo, profondamente forte.

Se da un lato ci vuole una relazione profonda con la nostra interiorità per “capire” cosa è giusto lasciar andare è altrettanto vero che se intorno e attorno c’è troppo, troppo caos, troppo rumore, troppo “ingombo”, è difficile contattare quella guida interna che dovrebbe sostenerci nel discernimento di ciò che è opportuno eliminare.
Potremmo allora cominciare pensando al lasciar andare come, in un primo momento, al semplificare, ma semplice non vuol dire facile, è arduo lavorare per sfoltire l’inutile e il superfluo. Riflettere sul significato della semplicità ci invita a cercare per essa una definizione personale, ci aiuta ad agire con consapevolezza facendo scelte più selettive per tenere solo ciò che è veramente essenziale.

Ma il lasciar andare rivela un insegnamento ancora più profondo: svela l’illusione di sentirci separati dal mondo, quella percezione che ci porta ad attaccarci a cose, persone e persino al nostro stesso corpo, come se fossero possedimenti duraturi

E se lasciar andare implicasse un cambio di paradigma?
Se significasse liberarsi dall’idea errata che siamo qualcosa di distinto da ciò che ci circonda, e che quel qualcosa sia da possedere? Potrebbe, invece, trattarsi di “liberare” quei legami che un’illusione ci ha fatto percepire come veri?

Forse lasciar andare significa accettare l’impermanenza di tutte le cose.
Forse lasciar andare significa lasciare che le cose del mondo “fluiscano”.

Ma lasciar andare per tornare…a cosa dunque?

Al nucleo che tutto contiene e che per questo non ha bisogno di lasciar andare nulla se non le false storie.
Al vuoto gravido delle potenzialità, a quella vacuità capace di accogliere ciò che l’intelligenza della vita ha in serbo per noi; perché ormai sappiamo che il nuovo arriva e si crea solo se c’è lo spazio per contenerlo.

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IL PIEDE, ORMA DI PRESENZA

Radice, Traccia, Soglia

4 lezioni da 75 min | liv. di pratica intermedio

Un percorso nato dal desiderio di tornare ai piedi come luogo di conoscenza profonda, uno spazio spesso trascurato, ma capace di raccontare il nostro modo di stare, di muoverci e di affidarci alla vita. Mentre porta il peso del corpo, il piede ci permette di avanzare e di esplorare il mondo; ci insegna che l’equilibrio non è immobilità, ma un dialogo continuo tra ciò che cambia e ciò che resta.

Partiremo da Pāda bandha e dalla struttura del piede, per attraversare strati sempre più sottili dell’esperienza fino a incontrare il suo volto simbolico, energetico e immaginale.

Il piede diventa così molto più di un punto di appoggio: è radice che stabilizza, gesto che affida, soglia che espone all’incertezza, orma che testimonia il cammino.

Luogo liminale e sensore sottile, sacro per mollte tradizioni, il piede, capace di tradurre il linguaggio del terreno in esperienza corporea ed energetica, si fa testimone della nostra presenza, memoria viva di tutto ciò che abbiamo attraversato

1- IL PIEDE E PADA BHANDA,STABILITA’ CHE CONNETTE
2- IL PIEDE, RADICE CHE AFFIDA
3- IL PIEDE, SOGLIA DEL POSSIBILE
4- IL PIEDE, ORMA DI PRESENZA

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DISPONIBILE PER 35 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

KAPALASANA, CAPOVOLGERE PER SCEGLIERE

La Via del Fuoco Interiore

4 lezioni da 75 min | liv. di pratica intermedio

Un percorso per incontrare, imparare a gestire e sostenere le inversioni sulla testa (in questa occasione, Kapalāsana) risvegliando forza e consapevolezza nel centro. Movimenti di mobilizzazione e apertura delle anche incontrano esercizi ideali per strutturare forza nelle braccia e nelle spalle fortificando il nucleo profondo del corpo.

Il Fuoco, nella tradizione yogica, non è solo calore che trasforma, ma luce che rivela. Agni, il Fuoco sacro dei Veda, è chiamato “il Discernitore“, colui che separa l’essenziale dal superfluo, l’autentico dall’illusorio.
Le inversioni, come Kapalāsana, incarnano simbolicamente questo processo. In queste posizioni, il corpo si capovolge, sfidando la gravità e le abitudini mentali invitandoci a guardare il mondo da una prospettiva diversa, a pensare da un’altra direzione. Agni ci offre così il dono del discernimento, ci dà il coraggio di rovesciare la logica abituale, di cambiare, ampliando lo sguardo e le prospettive.
Ma Agni non è solo purificazione: è anche colui che ispira il pensiero e l’immaginazione. È forza ispiratrice, scintilla interiore che accende la visione e che permette di immaginare nuove forme, nuovi orizzonti.

In Kapalāsana tutto si inverte: polarità, priorità, prospettiva.

E questo stravolgimento, spesso scomodo e disorientante, è anche una delle più potenti forme di rinascita. Il cambiamento autentico, quello che passa quasi sempre attraverso uno sguardo nuovo, può emergere solo quando siamo disposti a liberarci da quegli schemi che, cristallizzandoci, ci impediscono di immaginare altre soluzioni, da quelle strutture mentali rigide che restringono il nostro campo percettivo.

È qui che il Fuoco simbolicamente entra in azione: brucia ciò che è stagnante, libera lo spazio, riaccende l’immaginazione e amplifica la visione.
Il Fuoco dunque accende la mente e crea uno spazio pulito e silezioso dove l’intuizione, come una scintilla, può essere accolta e riconosciuta.
E da quel luogo diventa possibile agire con un’azione “ispirata”, un’azione che non è reazione, ma scelta consapevole.

Queste pratiche sono un invito a incontrare il Fuoco che discerne, purifica e ispira, un’occasione preziosa per capovolgere lo sguardo e e rinnovare le prospettive.

Fuoco che sale, testa che scende,
cuore che sceglie, chiarezza che si rivela.

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DEEP SLOW FLOW ONDEMAND

Il Vinyasa incontra il Fascial in una pratica lenta e introspettiva; il flow caratteristico del Vinyasa rallenta ed è intermezzo creativo che scioglie e stempera le lunghe tenute posturali derivanti dal Fascial Flow. Nella tenuta attiva si educa la mente al restare invitandola attraverso il respiro consapevole a scivolare sempre più in profondità, lì dove può cogliere, accogliere e ricevere i doni dell’asana.
Adatta a tutti, anche a chi comincia, a chi ama le pratiche lente e introspettive che invitano al sentire profondo del proprio panorama interno ma con un tocco di fluidità. 

DISPONIBILE PER 35 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

DELLA SPIRALE, LO SVOLGERSI DELLA VITA

Di Rinnovamento e Rinascita

4 lezioni da 75 min  | adatte a tutti

La spirale è uno dei simboli più antichi della rinascita. Racchiude in sé il mistero di ciò che ritorna senza ripetersi raccontando una verità semplice e profonda: la vita raramente procede in linea retta. Si muove piuttosto attraverso ritorni, soste, maturazioni e nuove aperture. Nel suo disegno convivono memoria e trasformazione: ciò che è stato non viene cancellato, ma ripreso, attraversato ancora, compreso da una prospettiva più ampia, fino a potersi esprimere in una forma nuova.

Un viaggio tra torsioni del busto e spirali per ammorbidire e sciogliere la colonna, liberare ed aprire le spalle, allungare la catena posteriore, con intermezzi dedicati ad attivare e rinforzare dolcemente il centro.
Dalle posizioni sedute alle quadrupedie, fino ai movimenti in piedi, esploreremo il corpo nel suo continuo relazionarsi con lo spazio, lasciando che il movimento si svolga in modo progressivo, ampio e naturale, integrando anche la dimensione energetica della spirale, che ci attraversa e ci riconnette allo spazio che abitiamo.

Un percorso interiore che attraversa il movimento della spirale come archetipo del divenire si passa al centro come luogo generativo, poi all’intenzione come forza silenziosa che dispone e orienta, fino alla forma come incarnazione di ciò che è maturato nel profondo.

Ogni passaggio della spirale riconduce vicino a luoghi già conosciuti — emozioni, domande, soglie interiori — eppure nulla è identico a prima. Ogni ritorno porta con sé un diverso grado di coscienza, una presenza più ampia, una possibilità ulteriore di divenire.

Un cammino per riconoscere che la rinascita non è uno slancio improvviso né una fuga da ciò che è stato, ma un lento e fedele svolgersi della vita in noi. Un processo naturale e necessario attraverso cui ciò che attendeva silenziosamente trova finalmente spazio, gesto e voce.
E la vita, senza fretta, diventa finalmente ciò che chiedeva di essere.

1- DEL DIVENIRE, tra Ricordare e Rinnovare
2- DEL CENTRO, tra Custodire ed Espandere
3- DELL’INTENZIONE, Orientare ciò che chiede di nascere
4- DELLA FORMA, dare corpo a ciò che è maturato

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FASCIAL FLOW ONDEMAND

Una pratica lenta e profonda che alterna lunghe tenute posturali a esplorazioni energetiche e momenti di ascolto profondo.
Il Fascial flow sviluppa elasticità e lunghezza, stimola la consapevolezza interna del corpo risvegliando la capacità di accedere alla dimensione energetica dell’esperienza corporea.
Adatto a tutti, ideale per chi ama le pratiche lente e introspettive che invitano al sentire quieto e profondo del proprio panorama interno.

DISPONIBILE PER 35 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

LATERAL LINES

Lateralità e Polarità

4 lezioni da 75 min  | adatte a tutti

Quattro lezioni per contattare, risvegliare ed allungare le Linee miofasciali Laterali (così come definite da T. Myers); queste linee, come il nome ci lascia intendere, si muovono lateralmente lungo il corpo e comprendono la seguente muscolatura: splenio, sternocleidomastoideo, intercostali, obliqui, tensore della fascia lata, peroneo.
Tali linee, parlando di destra e di sinistra, sembra che ci contengano ed armonizzino rispetto ai gesti del portarsi in avanti e dell’estendersi indietro, che ci tengano quasi in equilibrio tra la proiezione verso il futuro ed il peso magnetico del passato.

Un percorso per riconoscere, stimolare ed allungare queste linee nel corpo, per risvegliare la sensibilità interna che accoglie il movimento del respiro nel corpo e per incontrare la dimensione energetica che le caratterizza, riscoprendo in questa ” lateralità” la capacità di dimorare nel presente.

Verrà esplorata la dimensione energetica relativa all’asse del corpo e quella del respiro attraverso pranayama come Nadi Shodana ed Anuloma Pranayama.

Un’occasione per creare spazio e allungare, per dare consistenza alla sensazione di esserci ed esistere, nonostante tutto e attraverso tutto, consapevoli dei nostri spazi, custodi della nostra intenzione e della nostra visione.

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DISPONIBILE PER 35 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

SPIRAL LINES

VITALITÀ E RISVEGLIO, INTENZIONE E VISIONE

4 lezioni da 75 min  | adatte a tutti

Quattro lezioni per contattare, risvegliare ed allungare la Linea miofasciale Spirale (così come definita da T. Myers); questa linea avvolge il corpo dalla testa ai piedi e dai piedi alla testa come una doppia elica aiutando a mantenere il bilanciamento tra tutti i piani e mediando movimenti a spirale, torsioni, spostamenti laterali e rotazioni del corpo.

Le pratiche sono dedicate all’allungamento delle catene posteriore e laterale delle gambe con movimenti di torsione per la colonna, di rotazione esterna dell’anca e flessione del busto.
Ampio spazio viene dato alla dimensione energetica della spirale, integrata nella pratica con gesti specifici.

Il moto spiraliforme porta con sé un’energia cha parla di crescita, di movimento e di emersione in una dimensione di continuo ampliamento e si fa spunto per contattare, indagare e attraversare, nella fase iniziale della pratica, i tre grandi centri del corpo: il segmento addominale, quello toracico e lo spazio della testa.

Quattro pratiche per esplorare e integrare l’energia vivificante della spirale alla quale affidare il seme dell’intenzione perchè possa svilupparsi in una visione.

Un’occasione per creare spazio e allungare, per dare consistenza alla sensazione di esserci ed esistere, nonostante tutto e attraverso tutto, consapevoli dei nostri spazi, custodi della nostra intenzione e della nostra visione.

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DISPONIBILE PER 35 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

FRONT LINES

VASTITÀ E LEGGEREZZA

4 lezioni da 75 min  | adatte a tutti

Quattro lezioni per contattare, risvegliare ed allungare la Linea miofasciale Frontale (così come definita da T. Myers); questa linea, da lui suddivisa in superficiale e profonda, decorre frontalmente dai piedi al capo mantenendo collegata tutta l’area anteriore del corpo, protegge i visceri e le parti più delicate che vi sono situate e influisce su postura e movimento principalmente nel piano sagittale.

Le pratiche sono dedicate alla mobilizzazione del segmento toracico, della colonna vertebrale in estensione e della spalla in flessione con allungamento e rinforzo di psoas e quadricipite.

Verrà esplorata la dimensione energetica dell’attenzione e della relazione con l’orizzonte, luogo prezioso in cui e attraverso cui riconoscere e riscoprire sé stessi. Mobilizzare, liberare ed allungare queste linee stimola e risveglia, invitando ad aprirsi ed esporsi, a farsi disponibili nei confronti dell’orizzonte e dell’altro. Un percorso in quattro tappe per riconoscere ciò che posteriormente sostiene la liberazione di ciò che è davanti, per incontrare ciò che interiormente promuove l’apertura verso l’orizzonte esterno, per passare dal ”in sé” al ’”attraverso di sé”.

Un’occasione per riscoprire nel corpo un nuovo e più appagante modo di relazionarsi con l’orizzonte esterno e con la realtà ricordando che il dentro e il fuori non sono così distinti come tendiamo a credere.

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DISPONIBILE PER 35 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

FRONT FUNCTIONAL LINES

APERTURA ED ESTENSIONE

4 lezioni da 75 min  | adatte a tutti

Quattro lezioni per contattare, risvegliare ed allungare la Linea miofasciale Funzionale Frontale (così come definita da T. Myers); questa linea si muove attraverso il corpo includendo pettorale, retto e obliquo dell’addome e adduttori, principalmente l’adduttore lungo.
L’azione di questa linea è quella di avvicinare la spalla al suo opposto nel segmento pelvico, ha funzione di stabilizzazione posturale al di fuori della postura eretta a riposo e conferisce forza e precisione ai movimenti degli arti, collegandoli attraverso il corpo alle due estremità.

Le pratiche sono dedicate alla mobilizzazione e apertura del segmento toracico e del segmento pelvico con focus sulla muscolatura sopra indicata con movimenti che, allungando, invitano ad esporsi, aprirsi, farsi accoglienti.
E’ interessante, attraverso la pratica, andare a vedere cosa accade quando i due segmenti dialogano e si sostengono in un processo di apertura e liberazione. Entrambi i segmenti ci parlano della capacità di sentire, un sentire più acquoso, profondo ed emozionale quello del bacino e un sentire un po’ più arioso, leggero e in espansione quello del segmento toracico.

Un percorso per passare dal cuore al bacino e dal bacino al cuore in un nutriente scambio tra profondità e ampiezza e per risvegliare attraverso l’energia speciale di queste linee la capacità del sentire da uno spazio pulito.
Un invito a riscoprire l’ampiezza del sentire.

Verrà esplorata la dimensione energetica relativa ai due segmenti attraverso il respiro nelle seguenti mudra: Bhairava e Padma mudra.

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YOGA NIDRA ONDEMAND

C’è un luogo oltre il sonno e la veglia, un territorio sottile in cui la mente si distende come un cielo senza nuvole, il corpo si dissolve nell’abbraccio della quiete e l’anima ascolta il sussurro dell’infinito. Questo spazio sacro è lo Yoga Nidra, il sonno yogico: una soglia dorata tra consapevolezza e abbandono, una porta socchiusa sulla propria essenza più profonda, dove il tempo si sospende e la coscienza si espande come un’onda luminosa nell’oceano dell’essere.

Lo Yoga Nidra è uno strumento potente che ci permette di scivolare nei livelli più profondi della coscienza, attingere a uno stato di intenso e rigenerante rilassamento, risvegliare il potenziale creativo e incontrare la dimensione simbolica.

DISPONIBILE PER 20 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

LA SCALA E LO SCRIGNO

UN DONO PER TE

1 sessione da circa 1h

Un viaggio magico nel nostro spazio sacro per riconnettere emozione e pensiero, luce e ombra, terra e cielo; un’occasione per riconoscere in questo luogo sospeso nel tempo il valore del ricordo, dono prezioso in grado di liberare e dissolvere, nutrire e trasformare con dolcezza.

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DISPONIBILE PER 20 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

LA STELLA E LA FOGLIA

L’OCEANO STELLATO SEI TU

1 sessione da circa 1h

Un viaggio nella profondità liquida della nostra intimità per immergersi, perdersi, fondersi e poi ritrovarsi in modo nuovo; un invito a riscoprire e vivere pienamente la dimensione del sentire. In questa rinnovata intensità ritrovare il potere dell’intuizione, la vastità del nostro orizzonte interno e la possibilità di scegliere da uno spazio libero e pulito.

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DISPONIBILE PER 20 GIORNI DALLA DATA DI ATTIVAZIONE ABBONAMENTO

DI AUTENTICITÀ E BELLEZZA

COLTIVARE, DIVENIRE, RESTITUIRE

1 sessione da circa 1h

Un viaggio per celebrare l’equinozio di Primavera, il momento in cui la Natura risorge a nuova vita e si riaccende di colori e profumi; la bellezza esplode nei fiori, la luce torna a scaldare la pelle e l’anima si ridesta dal torpore dell’inverno.

Questa pratica è un rito di riconoscimento e rinascita, di diffusione ed espansione: un invito a germogliare e, con coraggio e dolcezza, a esporsi per incontrare il mondo, onorando e custodendo la propria autenticità, mentre l’orizzonte ci avvolge e il nuovo chiede spazio per nascere.

PER INFO E DETTAGLI, SCRIVIMI.

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